O. M. AÏVANHOV – Il Sole

Venendo ogni mattina col desiderio di contemplare il Sole, di penetrare in lui, di attingervi forza, ma anche di trovarlo nel nostro universo interiore, abbandoniamo la periferia, ritorniamo verso la sorgente e siamo nella pace, nella luce, nella libertà, in unione con Dio.
Il Sole è il centro del sistema solare e tutti i pianeti gli gravitano intorno con un movimento armonico. Questo movimento armonico dei pianeti attorno al Sole dobbiamo imprimerlo alle nostre cellule, ma per farlo dobbiamo trovare il centro, il Sole, lo Spirito, Dio.

Omraam Mikhaël Aïvanhov

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ARRABBIARSI CON DIO

Spesso tutti e dico proprio tutti ( atei compresi ) si sono arrabbiati con Dio. Chi perché ha fatto tardi al suo primo giorno di lavoro, chi perché si è macchiato cinque minuti prima del colloquio fatidico la camicia bianca, chi per la morte di un proprio caro, chi per la malattia di un proprio caro, chi per ecc … Dico tutti hanno avuto nella loro vita, in qualche momento della loro vita, una ” scazzottata ” con Dio. Al di là delle varie religioni e filosofie dove Dio ha sempre una scusante, nella nostra vita di tutti i giorni sorge spesso questa domanda: ” perché permetti tutto questo? “. Esiste una risposta e, per quanto riguarda il mondo Cristiano, pensando al Cristo direbbe : ” permetto tutto ciò perché ti amo. “. “Che assurdità!, se mi amavi perché mi sono ammalato in maniera grave? Sei sadico? “. Esso, il Cristo risponderebbe : ” attraverso di te manifesto la mia misericordia ” Ed ecco infatti che, dalla rabbia si passa al dialogo e, come un viaggio o un dialogo con l’Uno, si intuisce che tutto avviene per una logica che non ci è dato da capire ma che, se accettata, se si accetta la propria croce, ecco che una mano la solleva, la rende più leggera, tutto traspare una sottile serenità che coinvolge tutte le persone intorno a noi. ” Ma come fa a vivere così e ad essere sereno? “, ” Lui dice che ha Fede! ” , ” Se la sua Fede fa queste cose anche io voglio avere Fede”. E allora sì cari signori, non scandalizziamoci come facevano un tempo i farisei, i cosiddetti “puri” davanti al Tempio di Dio, arrabbiamoci con lui, facciamolo spesso se qualcosa ci fa davvero arrabbiare, purché continuiamo questo dialogo con Lui. Lui vuole questo, Lui vuole parlare con noi, con i nostri cuori, non importa come, se con le urla o con il silenzio. Te ne accorgerai perché dopo le urla, dopo il pensiero pesante e irato, dopo ripeto, se ascolterai, sarà quiete, sarà silenzio, sarà la sua presenza.

Che Dio vi benedica.

© Eugenio Ferraro

Autore: Eugenio Ferraro

Sono una persona comune che, per grazia ricevuta, si interroga tutti i giorni sulla vita, sulla realtà e su Dio condividendo tutto ciò che imparo a mie spese improvvisandomi scrittore vissuto con altre persone comuni che hanno ricevuto la mia stessa grazia. Alcune riflessioni vengono pubblicate sulla mia pagina di facebook ” Condividere la Luce “
https://www.facebook.com/Condividere-La-Luce-520531308326182/

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JACOB BÖHME – l’Uno

«L’Uno, il “Sì”, è puro potere, è la vita e la verità di Dio, o Dio stesso. Dio però sarebbe inconoscibile a Se stesso e in Lui non vi sarebbe alcuna gioia o percezione, se non fosse per la presenza del “No”. Quest’ultimo è l’antitesi, o l’opposto, del positivo o verità; esso consente che questa divenga manifesta, e ciò è possibile solo perché è l’opposto in cui l’amore eterno può divenire attivo e percepibile.»

(tratto da “Questioni teosofiche, III, 2” – Jacob Böhme)


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YOGANANDA – L’Oceano di Dio

Finché avete ancora desiderio di dominare altre persone, o di dimostrar loro le vostre potenzialità, sul piano dello Spirito o in qualsiasi altro campo, non troverete la libertà dell’anima.
La consapevolezza di Dio inizia nell’umiltà, nell’amore e nella beatitudine della meditazione; ma con la realizzazione di Dio viene tutto il potere. Se la piccola onda sapesse che dietro di essa c’è il grande oceano, potrebbe dire: “Io sono l’oceano”, voi dovete realizzare che proprio dietro la vostra coscienza c’è l’ Oceano di Dio.

Paramahansa Yogananda


RUMI – L’amore è sconsiderato

L’amore è sconsiderato, non così la ragione.
La ragione cerca il proprio vantaggio.
L’amore è impetuoso, brucia sé stesso, indomito.
Pure in mezzo al dolore,
l’amore avanza come una macina;
dura la sua superficie, procede diritto.
Morto all’egoismo,
rischia tutto senza chiedere niente.
Può giocarsi e perdere ogni dono elargito da Dio.
Senza motivo, Dio ci diede l’essere,
senza motivo rendiglielo.
Mettere in gioco se stessi e perdersi
è al di là di qualcunque religione.
La religione cerca grazie e favori,
ma coloro che li rischiano e li perdono
sono i favoriti di Dio:
non mettono Dio alla prova
né bussano alla porta di guadagno e perdita.

Jalal al Din RUMI

DETHLEFSEN – Il percorso dell’Uomo

«…  Solo quando l’uomo è pronto ad assumersi tutta la responsabilità di quello che vive e che gli accade, scopre la significatività del destino. La malattia del nostro tempo è la mancanza di significato della vita, e questa mancanza di significato ha sradicato l’uomo dal cosmo. La mancanza di significato è il prezzo che l’umanità ha dovuto pagare per il suo tentativo di evitare la responsabilità. I segni del tempo portano a pensare che questa malattia collettiva si trasformerà in salvezza e sempre più persone saranno indotte a riconquistare il senso del loro esistere.
Chi è disponibile ad assumersi la responsabilità del proprio destino si ritrova inserito nelle leggi di questo universo e perde tutte le paure in quanto ha ritrovato il rapporto con la sua origine prima. Soltanto questo ritrovato rapporto è il contenuto della vera “religio”. Solo la conoscenza della propria origine prima consente all’uomo di riconoscere il proprio fine. Il fine è la perfezione. La perfezione è l’espressione dell’unità. Questa unità noi la chiamiamo Dio».

(tratto da “Il destino come scelta” – Thorwald Dethlefsen)