La RIVOLUZIONE SOLARE ed il Compleanno astrologico

Il precedente articolo ha rappresentato un occasione per poter esporre cosa sia realmente il Tema Natale, la sua origine ed il suo scopo.
A tal proposito, colgo l’occasione per ricordare che la vera Astrologia è una scienza dello spirito, uno studio e percorso di grandissima profondità e non va assolutamente confusa con “l’astrologia profana” che viene proposta quotidianamente da giornali, radio e tv, approfittando dell’interesse e curiosità di milioni di persone.
Questa è una premessa che faccio sempre anche prima di iniziare un incontro astrologico dedicato ad un nuovo Tema Natale.
Ribadito ciò, ora desidero parlare di una particolare carta astrale: la Rivoluzione Solare.

Conoscendo la precisa posizione del Sole nel Tema natale e grazie al calcolo del momento in cui “ripassa” nella stessa posizione e del luogo in cui ci troveremo, è possibile ogni anno calcolare e redigere la Rivoluzione solare.
Se ad esempio, una persona ha il Sole di nascita a 12°36’ della costellazione dello Scorpione, ogni anno quando il Sole si troverà nella medesima posizione (ovvero 12°36’ dello Scorpione) avverrà il “compleanno astrologico” che potrà differire di un giorno (prima o dopo) rispetto al compleanno “ufficiale”.
Questo particolare Oroscopo ci permette di individuare le tematiche giunte a maturazione per essere maggiormente comprese e gli aspetti e dinamiche che chiedono di essere espresse e vissute durante questo anno, che si concluderà con il successivo “compleanno astrologico”.
Nel giorno del compleanno e nei giorni ad esso vicini, si avverte una “nuova energia”, dei nuovi stimoli, nuovi obbiettivi; questo è dovuto al Sole, che “ritorna” sul Sole natale promuovendo una “ri-nascita” interiore con tutta una serie di possibilità.
Per una panoramica completa, la Rivoluzione solare viene interpretata tenendo presente tutte le caratteristiche del Tema natale, indispensabile per lo studio astrologico, dei Transiti e delle Progressioni.

Sono diversi i Saggi ed i Maestri che in occasione del proprio compleanno si ponevano, e si pongono, nuovi obbiettivi da raggiungere entro il successivo compleanno.
La Rivoluzione solare, in quest’ottica, consente di porsi obbiettivi in modo consapevole, in sintonia con il Cielo e quindi con il proprio cammino evolutivo; per certi aspetti è come se fosse un “ingrandimento” di una parte di quel sentiero di stelle che ha il compito di ricondurci all’Assoluto.

© Andrea Barani

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I BAMBINI E L’ENERGIA, germogli dell’Ecologia vibrazionale

Il susseguirsi delle epoche e delle ere, è lo scandire del ritmo dell’evoluzione collettiva.
Ognuno di questi periodi ha portato nuove opportunità di comprensione per la “Coscienza collettiva” e per le Coscienze “individuali”, ponendo ogni volta le condizioni per un’ulteriore maturazione, evoluzione.

Nell’epoca attuale sono vari gli aspetti sollecitati; uno di questi è legato alla comprensione dell’Energia.
Infatti, se in passato questo tema era ad appannaggio di pochi esseri, come i saggi e gli illuminati, ora, con le nuove generazioni, l’Energia inizia ad essere compresa come parte di noi, collegata all’Universo.
La qualità dell’energia, le qualità vibrazionali “esterne” hanno un impatto ed un’influenza notevole sulla nostra energia e sulle nostre qualità vibrazionali e viceversa.

Osservando e comprendendo questi aspetti si può iniziare ad interagire con la realtà manifestata in maniera “attiva” operando delle vere e proprie trasmutazioni vibrazionali al fine di migliorare la nostra vita e quella delle altre persone, delle altre creature.
In quest’ottica è di grande importanza insegnare, far conoscere ai Bambini la realtà dell’energia e della sua importanza affinché la loro consapevolezza porti all’introduzione nel sociale dell’”Ecologia vibrazionale” o “Ecologia bioenergetica”; infatti sarebbe molto costruttivo ed evolutivo se ogni persona prendesse coscienza della propria energia e di come quest’ultima sia in grado di trasmettere positività (armonizzando) oppure negatività (disarmonizzando ed “inquinando”).

Sull’importanza della tematica “I Bambini e l’Energia” vi segnalo un interessante articolo di Fabrice Dominique Croci, caro amico, compagno di “viaggio evolutivo” e Speciale consulente, ricercatore ed insegnante nel campo della Bioenergia.
Potete leggere l’articolo cliccando sule seguente link:
www.energiaspirituale.it

Buona lettura

© Andrea Barani

RITI DI PASSAGGIO – Indiani d’America

Il susseguirsi di molti inverni
segna i cicli della Ruota,
le linee sul mio vecchio volto
mostrano tutto ciù che sento,
la natura del mio passaggio rimane un mistero,
poiché all’interno del mio cuore si trova il mio destino,
quando non ero che un bimbo all’inizio del tempo,
mi stupivo alla scoperta delle meraviglie che incontravo.
Ora che sono anziano
ho imparato ancora una volta
che il peso di ciascun inverno porta,
come un amico, una scoperta nuova.
Non si può imbrigliare il vento!

Il TEMA NATALE, ritratto e sentiero della nostra anima

Fin dai tempi antichi l’uomo comprese che per potersi orientare nell’esistenza era necessario osservare il Cielo.

Negli aspetti iniziali, l’osservazione celeste ebbe come comprensione ed utilità quella di scandire ed organizzare le proprie giornate in funzione della luce e del buio.

Il Sole e la Luna furono quindi i primi riferimenti.

Successivamente s’iniziò ad osservare ed a prendere come riferimenti anche le altre Stelle, le Costellazioni, che permettevano un perfetto orientamento.

L’uomo, nell’evolversi, comprese poi che questa relazione con il Cielo non coinvolgeva solamente l’aspetto “orizzontale” ed “esteriore” dell’esistenza, ma bensì implicava un legame più profondo, interiore.
S’iniziò a comprendere che vi era una relazione tra le Stelle ed i Pianeti con il proprio stato d’animo e gli eventi della vita.
Queste intuizioni e riflessioni diedero vita all’Astrologia (Scienza dello Spirito) ed a tutti i suoi relativi studi ed approfondimenti avvenuti, di secolo in secolo, da parte di saggi, scienziati, che avevano sviluppato competenze astronomiche, all’epoca assolutamente indispensabili per poter compiere ricerche e studi astrologici.
Astrologia e Astronomia erano una cosa sola, lo studio simbolico e quello delle geometrie celesti camminavano “mano nella mano” e questo connubio permise di iniziare a redigere le Carte del Cielo.

Una delle più conosciute è il Tema natale ovvero la raffigurazione del Cielo, dalla nostra prospettiva geocentrica, nel preciso istante in cui siamo venuti alla luce ed è per questo motivo che rappresenta la nostra unicità.
I Pianeti, le Costellazioni, le 12 case astrologiche, gli aspetti planetari, consentono di ottenere un “ritratto” completo del nostro essere ed è per questo motivo che è di grande ausilio per la conoscenza di se stessi.

L’interpretazione del Tema è resa possibile tramite l’antica conoscenza del Simbolo che permette una fedele rappresentazione della nostra essenza, da “dove veniamo” e dove “siamo diretti”, le nostre potenzialità karmiche, i punti karmici su cui siamo richiamati a lavorare per armonizzarli, il nostro “tragitto evolutivo”.

La consultazione del Tema si effettua principalmente per una maggiore comprensione della propria funzione/professione, le predisposizioni intellettuali, della vita affettiva, dei figli, i talenti, la creatività, il partner, la trasformazione, le acquisizioni materiali e spirituali, le predisposizioni, le amicizie, la spiritualità.

Il Tema natale è un vero e proprio fedele ritratto della nostra anima ed, allo stesso tempo, il sentiero che ci conduce verso l’armonia, la nostra evoluzione, verso l’Assoluto.

La vera Astrologia è una scienza dello spirito, uno studio e percorso di grandissima profondità e non va assolutamente confusa con “l’astrologia profana”  che viene proposta quotidianamente da giornali, radio e tv, approfittando dell’interesse e curiosità di milioni di persone.

Quando ci si rapporta con la vera Astrologia, la nostra anima avverte una sensibile risonanza e questo avviene perché, nel nostro profondo, risiede l’ancestrale consapevolezza del nostro legame con le Stelle e tutto l’universo.

© Andrea Barani

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SANTO STEFANO protomartire ed il sacrificio per una nuova Verità

Chi vaga nelle tenebre
inveisce alla Luce
perché disturba il sonno del suo buio.

Andrea Barani

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«… O gente testarda e pagana nel cuore e nelle orecchie, voi sempre opponete resistenza allo Spirito Santo; come i vostri padri, così anche voi. Quale dei profeti i vostri padri non hanno perseguitato?
Essi uccisero quelli che preannunciavano la venuta del Giusto, del quale voi ora siete divenuti traditori e uccisori; voi che avete ricevuto la legge per mano degli Angeli e non l’avete osservata».

All’udire queste cose, fremevano in cuor loro e digrignavano i denti contro di lui.

Ma Stefano, pieno di Spirito Santo, fissando gli occhi al cielo, vide la gloria di Dio e Gesù che stava alla sua destra e disse: «Ecco, io contemplo i cieli aperti e il Figlio dell’uomo che sta alla destra di Dio». Proruppero allora in grida altissime turandosi gli orecchi; poi si scagliarono tutti insieme contro
di lui, lo trascinarono fuori della città e si misero a lapidarlo. E i testimoni deposero il loro mantello ai piedi di un giovane, chiamato Saulo. E così lapidavano Stefano mentre pregava e diceva:
«Signore Gesù, accogli il mio spirito».
Poi piegò le ginocchia e gridò forte:
«Signore, non imputar loro questo peccato».
Detto questo, morì.

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La morte di Stefano, protomartire, denota l’immancabile rifiuto della Luce da parte di chi s’accontenta di una “Verità apparente”.
Questo tema procede da secoli, anzi millenni, rimanendo tuttora attuale.

Ma perchè ciò avviene?

Un’attenta elaborazione storica, al riguardo, ci aiuta a comprendere l’atteggiamento degli uomini quando sono posti di fronte ad una possibile “nuova Verità”.
Quest’ultima prospetta nelle coscienze umane, la possibilità di osservare e recepire la Verità sotto una nuova luce. Tutto questo promuove generalmente tre tipi di reazioni:

rifiuto, perché evita di doversi mettere in discussione e mettere in discussione le “certezze” socialmente accettate. Il rifiuto si può manifestare a livello psicologico, interiore, verbale e, negli “strati più bassi”, anche con reazioni fisiche violente;

–  indifferenza, da parte di chi non desidera prendere una “posizione” in merito, tentando di uscire indenne da qualsiasi sviluppo;

cercare di comprendere la “nuova verità” per valutare se è attendibile; ed in caso affermativo procedere con l’approfondire ed abbracciare questa “nuova Via”.

Questi tipi di reazioni avvengono in base alla propria personalità, a quanto nutriamo il “ricercatore che è in noi” ed al livello di coscienza a cui si appartiene.

Prendendo in considerazione tutti questi fattori possiamo quindi dedurre che il martirio di Stefano, a seguito di un linciaggio lapidatorio, sia indubbiamente avvenuto a causa di coloro che ebbero il “rifiuto” come reazione alle sue parole, e che in loro era viva una forte componente istintivo-animalesca infiammata ed incentivata dal “branco che attacca il singolo”.

Un epilogo che, da allora, la storia vedrà rivivere in altre decine, o centinaia, di circostanze.

Il coraggio sacrificale di Santo Stefano mi ricorda i valori simbolici del “Marte in Sagittario” che, con ardore, lotta per affermare la Verità.

Un abbraccio luminoso

© Andrea Barani

BUON NATALE

Cari amici di Viaggio Mistico,
innanzitutto desidero ringraziarvi per l’affetto con cui seguite il Blog e la pagina Facebook; siete sempre più numerosi e questo è di stimolo per migliorare ed introdurre delle interessanti novità nel 2018.

Il Natale è alle porte e voglio augurarvi di saper cogliere l’AMORE ovunque ed in qualsiasi creatura; è la “rinascita” del CUORE, un momento speciale che ci ricorda uno degli aspetti fondamentali dell’esistenza stessa: AMARE .

Possa il più nobile dei sentimenti essere la nostra “guida”.

Un abbraccio luminoso a tutti

Andrea Barani

RUMI – Una sola anima

In verità siamo una sola anima
tu ed io,
appariamo e ci nascondiamo
tu in me,
io in te.
Ecco il mio significato profondo
della mia relazione con te,
poichè fra te e me
non esistono ne tu ne io,
siamo al tempo stesso
lo specchio e il volto,
siamo ebbri della coppa eterna,
siamo il balsamo e la guarigione,
siamo l’acqua di giovinezza
e colui che la versa.

Jalal al Din RUMI

ASTROLOGIA – Dialogo tra Sri Yukteswar e Yogananda

Sri Yukteswar: << Mukunda (Yogananda), perché non porti un bracciale astrologico? >>.

Yogananda: << Dovrei farlo, Maestro? Non credo nell’Astrologia >>.

Sri Yukteswar: << Non è questione di credere; l’unico atteggiamento scientifico che si dovrebbe assumere di fronte a qualsiasi soggetto è quello di sapere se sia vero. La legge della gravitazione era ugualmente attiva prima e dopo Newton. Il cosmo sarebbe davvero piuttosto caotico se le sue leggi non potessero operare senza la sanzione della credenza umana.
I ciarlatani hanno discreditato l’antica scienza degli astri. L’Astrologia è troppo vasta, sia dal punto di vista matematico che da quello filosofico, per essere giustamente afferrata se non da uomini dalla profonda comprensione.

Che gli ignoranti leggano male nei cieli e vi scorgano degli scarabocchi invece di uno scritto, ciò è ben naturale e prevedibile in questo mondo imperfetto. Non si deve scartare la saggezza insieme ai saggi.

Tutte le parti della creazione sono congiunte tra di loro e si influenzano scambievolmente. Il ritmo equilibrato dell’universo è radicato nella reciprocità’, continuò il mio Guru. ‘L’uomo nel suo aspetto umano, deve combattere due tipi di forze diverse: primo, il tumulto del suo intimo, provocato dalla mescolanza di elementi: terra, acqua, aria ed etere; secondo, le forze disintegranti esterne della natura. Fin quando l’uomo combatte con la sua natura mortale, egli sottostà all’influsso degli innumerevoli mutamenti del cielo e della terra.
L’Astrologia è lo studio delle reazioni dell’uomo agli stimoli planetari. Le stelle non hanno alcuna benevolenza o animosità cosciente; emettono solamente radiazioni positive e negative. Queste, per se stesse, non aiutano né danneggiano l’umanità, ma sono il mezzo esteriore che permette alla legge karmica di causa effetto che ogni uomo ha messo in moto nel passato, di esplicare la sua azione equilibratrice.
Un bimbo nasce nel giorno e nell’ora in cui i raggi celesti si trovano in armonia matematica con il suo karma individuale. Il suo oroscopo è un ritratto accusatore che rivela il suo inalterabile passato e i suoi probabili risultati futuri. Ma questo certificato di nascita può essere interpretato esattamente solo dagli uomini di saggezza intuitiva; e sono pochi.
Il messaggio arditamente proclamato attraverso i cieli al momento della nascita non va inteso nel senso di dare una importanza strettamente determinante al fato, cioè al risultato del bene e del male compiuti nel passato, ma al contrario, deve risvegliare la volontà dell’uomo di sottrarsi al suo asservimento.

Ciò che egli ha fatto, egli stesso può disfarlo. Nessuno all’infuori di lui ha promosso quelle cause che determinano gli effetti dominanti la sua vita attuale. Egli può superare ogni limitazione, perché egli stesso la creò con i suoi atti, e perché è in possesso di risorse spirituali non soggette alle pressioni planetarie.
Un superstizioso timore riverenziale dell’Astrologia rende l’uomo un automa, schiavo delle propria sottomissione ad una guida meccanica. L’uomo saggio vince i propri pianeti – cioè, il proprio passato – assoggettandosi, invece che alla creazione, al Creatore. Più egli si rende conto della sua unità con lo Spirito, meno potrà essere dominato dalla materia. L’anima è sempre libera; non ha fine perché non ha principio. Non può essere soggiogata dalle stelle.
L’uomo è un’anima e ha un corpo. Quando ha giustamente collocato il proprio senso di identità, si lascia alle spalle ogni condizione cattivante. Fin quanto resta nel confuso stato di amnesia spirituale che gli è solito, sarà incatenato alla legge che lo circonda.
Dio è Armonia; il devoto che si intona ad essa non compirà mai un’azione sbagliata; le sue attività si accorderanno sempre in modo giusto e naturale al ritmo della legge astrologica. Dopo aver pregato e meditato profondamente, egli sarà in contatto con la propria coscienza divina; non vi è potere più grande di questa protezione interiore >>.

Yogananda: << Allora, caro Maestro, perché volete che io porti un bracciale astrologico? >> Arrischiai questa domanda dopo un lungo silenzio, durante il quale avevo cercato di assimilare le elevate spiegazioni di Sri Yukteswar, che contenevano pensieri assai nuovi per me.

Sri Yukteswar: << Solo quando un viaggiatore ha raggiunto la méta può buttar via le sue carte. Durante il viaggio, egli trae vantaggio da ogni utile scorciatoia. Gli antichi rishi scoprirono molte vie per abbreviare il periodo dell’esilio umano nell’illusione. Nella legge del karma vi sono alcune configurazioni meccaniche che possono essere abilmente aggiustate dalle dita della saggezza.
Tutti i mali del mondo sono provocati da qualche trasgressione alla legge universale. Le Scritture mettono in rilievo il fatto che l’uomo deve ottemperare alle leggi della natura, pur non discreditando l’onnipotenza divina. Egli dovrebbe dire: ‘Signore, ho fede in Te e so che Tu puoi aiutarmi, ma farò anche io del mio meglio per annullare ogni male che ho fatto. ’ Con vari mezzi: la preghiera, la volontà, la meditazione, con il chiedere consiglio ai santi e portando bracciali astrologici, gli effetti deleteri degli errori passati possono essere diminuiti o annullati.
‘Come una casa può essere fornita di un’asta di rame sul tetto per la protezione dai fulmini, così il tempio corporeo può beneficiare di varie misure protettive. Secoli fa, i nostri rishi studiarono il problema del come combattere gli effetti nocivi delle sottili influenze cosmiche. Essi scoprirono che i metalli puri emettono una luce astrale che reagisce fortemente all’influsso negativo dei pianeti. Anche certe combinazioni di piante furono trovate beneficamente attive. Soprattutto efficaci sono le pietre preziose perfette, non più piccole di due carati.
Gli usi pratici preventivi dell’Astrologia ben di rado sono stati studiati seriamente fuori dell’India. Un fatto poco noto è che i gioielli, i metalli e i preparati di piante sono senza efficacia se non hanno il peso richiesto e se questi agenti salutari non sono messi a diretto contatto con la pelle >>.

Yogananda: << Maestro, seguirò certamente i vostri consigli e mi procurerò un bracciale. Sono un po’ imbarazzato all’idea di turlupinare un pianeta! >>

Sri Yukteswar: << In linea generale, consiglio l’uso di un braccialetto fatto d’oro, d’argento e di rame. Ma per uno scopo particolare voglio che tu ne abbia uno d’argento e di piombo… >>

Tratto da ”Autobiografia di uno Yogi”
(Paramahansa Yogananda)

LE PORTE DEL PARADISO – racconto sufi

C’era una volta un uomo buono che aveva passato tutta la sua vita a coltivare le qualità raccomandate a coloro che vogliono guadagnarsi il paradiso. Egli era molto generoso con i poveri, amava e serviva i suoi simili. Ricordandosi della necessità di avere pazienza, aveva sopportato molte prove dolorose e imprevedibili, spesso per altruismo. Aveva viaggiato alla ricerca della conoscenza. La sua umiltà e il suo comportamento erano talmente esemplari che la sua reputazione di saggio e di buon cittadino si era diffusa ai quattro angoli della terra.
Egli esercitava effettivamente tutte queste qualità, ogni volta che se ne ricordava.
Tuttavia, aveva un difetto: la disattenzione.
Questa tendenza non era molto marcata in lui ed egli si diceva che, ‘in confronto a tutte le sue virtù, poteva tutt’al più essere considerata un piccolo difetto. C’erano dei poveri che trascurava di aiutare perché, di tanto in tanto, era insensibile ai loro bisogni. Anche l’amore e il servizio venivano talvolta dimenticati, quando sorgevano in lui quelli che considerava bisogni personali o, perlomeno, desideri.
Egli amava molto dormire, e quando era addormentato gli capitava di perdere delle occasioni – occasioni di cercare la conoscenza o di assimilarla, di praticare la vera umiltà, di accrescere il numero delle sue buone azioni – e queste occasioni passavano e non si ripresentavano più.
Sia le qualità che aveva esercitato, sia la caratteristica della disattenzione, lasciarono la loro impronta sulla sua essenza.
Alla fine egli morì. Quando si ritrovò nell’aldilà, sulla strada che conduce alle porte del Giardino Cintato, l’uomo si fermò un istante per esaminare la sua coscienza e concluse che aveva sufficienti probabilità di varcare le porte del paradiso.
Tuttavia, vide che le porte erano chiuse. Fu allora che una voce tuonò: “Sta’ attento, perché le porte si aprono solo una volta ogni cento anni”. Allora si sedette per aspettare, tutto eccitato da quella prospettiva, ma non avendo più occasione di esercitare le sue virtù per il bene dell’umanità, si accorse che la sua capacità di attenzione era insufficiente. Dopo aver vegliato per un tempo che gli sembrò un secolo, la testa gli cominciò a ciondolare sotto l’effetto del sonno. Le sue pupille si chiusero per un istante.
E fu proprio in quell’attimo fuggente che le porte si spalancarono. Prima ancora che i suoi occhi si fossero completamente riaperti, le porte si richiusero con un frastuono tale da risvegliare i morti.

LA COMPASSIONE DELLA LUCE

“L’Illuminato vide l’Uomo ancora impigliato nella trappola dell’egoismo,
alla ricerca di un potere illusorio che solamente disarmonie
era in grado di materializzare.
Sentì i tormenti dell’Umanità, la sua infelicità, il suo stato di “sonno“ 
e la nebbia che ostacolava il filtrare della Luce.
Ed in tutto ciò vide il suo Sé antico,
quando ancora “non conosceva se stesso“.

E allora, mosso da profonda compassione,
lasciò il suo stato di beatitudine in cui il “suono del silenzio“
riempiva armoniosamente l’assenza di conflittualità …
e si ricongiunse alla vita terrena …

L’Amore e la Conoscenza di pochi sopperiscono all’egoismo
e all’inconsapevolezza dei tanti …”

© Andrea Barani