TAGORE – La mente

La maggior parte delle persone credono che la mente sia uno specchio, che riflette più o meno accuratamente il mondo esterno, senza rendersi conto, al contrario, che la mente stessa è l’elemento principale della creazione.

Rabindranath Tagore

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L’INGRESSO DI GESÙ A GERUSALEMME dal Vangelo di Luca

In quel tempo, Gesù camminava davanti a tutti salendo verso Gerusalemme. Quando fu vicino a Bètfage e a Betània, presso il monte detto degli Ulivi, inviò due discepoli dicendo: «Andate nel villaggio di fronte; entrando, troverete un puledro legato, sul quale non è mai salito nessuno. Slegatelo e conducetelo qui. E se qualcuno vi domanda: “Perché lo slegate?”, risponderete così: “Il Signore ne ha bisogno”».
Gli inviati andarono e trovarono come aveva loro detto. Mentre slegavano il puledro, i proprietari dissero loro: «Perché slegate il puledro?». Essi risposero: «Il Signore ne ha bisogno».
Lo condussero allora da Gesù; e gettati i loro mantelli sul puledro, vi fecero salire Gesù. Mentre egli avanzava, stendevano i loro mantelli sulla strada. Era ormai vicino alla discesa del monte degli Ulivi, quando tutta la folla dei discepoli, pieni di gioia, cominciò a lodare Dio a gran voce per tutti i prodigi che avevano veduto, dicendo:
«Benedetto colui che viene,
il re, nel nome del Signore.
Pace in cielo
e gloria nel più alto dei cieli!».
Alcuni farisei tra la folla gli dissero: «Maestro, rimprovera i tuoi discepoli». Ma egli rispose: «Io vi dico che, se questi taceranno, grideranno le pietre».

dal Vangelo di Luca (Lc 19,28-40)

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PARACELSO – La malattia

Coloro che si limitano a studiare e a trattare gli effetti della malattia sono come persone che si immaginano di poter mandar via l’inverno spazzando la neve sulla soglia della loro porta. Non è la neve che causa l’inverno, ma l’inverno che causa la neve.

Paracelso

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IPPOCRATE – L’avidità degli uomini

La vita degli uomini è cosa miserevole, come vento di tempesta l’attraversa l’incontenibile avidità di guadagno: oh, se contro di essa si fossero uniti tutti i medici per curare un male che è più grave della follia perché viene benedetto, mentre è una malattia e produce del male.

Ippocrate

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YOGANANDA – Compassione

Fa’ che io non accresca l’ignoranza dei peccatori dimostrandomi intollerante o vendicativo. Ispirami ad aiutarli con il mio perdono, le mie preghiere e le lacrime del mio tenero amore.

Paramahansa Yogananda

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IL MATTINO – Monia Pin

Bisognerebbe accogliere ogni mattino a mani giunte,
rimanere con gli occhi chiusi e ascoltare il cuore,
farsi accarezzare dalla brezza e contemplare l’anima.

Bisognerebbe recitare una preghiera al mattino,
nutrirsi dei colori dell’aurora e della quiete dell’alba,
assaporare la magia dei piccoli miracoli della vita,
usarne le tinte vivaci per disegnare sogni
e ringraziare Dio.

Monia Pin


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GIORDANO BRUNO – Gli abitanti dell’Universo

Un infinito campo e spazio, il qual comprende e penetra il tutto. In quello sono infiniti corpi simili a questo, de quali l’uno non è più in mezzo de l’universo che l’altro, perché questo è infinito, e però senza centro e senza margine; benché queste cose convegnano a ciascuno di questi mondi, …di maniera che non è un sol mondo, una sola terra, un solo sole; ma tanti son mondi, quante veggiamo circa di noi lampade luminose, le quali non sono più né meno in un cielo ed un loco ed un
comprendente, che questo mondo, in cui siamo noi, è in un comprendente, luogo e cielo. … Sì che ciascuno di questi mondi è un mezzo, verso il quale ciascuna de le sue parti concorre e ove si puosa ogni cosa congenea; …Cossì dunque gli altri mondi sono abitati come questo… Se non cossì e se non megliori, niente meno e niente peggio: perché è impossibile ch’un razionale ed alquanto svegliato ingegno possa imaginarsi, che sieno privi di simili e megliori abitanti di mondi innumerabili, che si mostrano o cossì o più magnifici di questo; i quali o son soli, o a’ quali il sole non meno diffonde gli divinissimi e fecondi raggi che non meno argumentano felice il proprio soggetto e fonte, che rendeno fortunati i circostanti partecipi di tal virtù diffusa. Son quenque infiniti gl’innumerabili e principali membri de l’universo, di medesimo volto, faccia, prorogativa, virtù ed effetto.

(tratto da “De l’infinito universo e mondi” – Giordano Bruno)

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