ANTICA BENEDIZIONE GAELICA

La strada ti venga sempre dinanzi,
e il vento soffi alle tue spalle
e la rugiada bagni l’erba
su cui poggi i passi.

E il sorriso brilli sul tuo volto
e il cielo ti copra di benedizioni.

Possa una mano amica
tergere le tue lacrime
nel momento del dolore.

Possa il Signore Iddio
tenerti sul palmo della sua mano
fino al nostro prossimo incontro.

YOGANANDA – Ci siamo incontrati sulla terra

Ci siamo incontrati sulla terra
per compiere un breve viaggio insieme.
Poi dovremo proseguire in direzioni diverse;
ma se l’amore divino inonderà le nostre anime,
dovunque andremo ci incontreremo di nuovo.
Non potremo mai più rimanere lontani.

La vita è divertente
quando non la prendiamo troppo sul serio.
Saper ridere della vita è meraviglioso.

Pensa alla Bellezza racchiusa nei fiori,
alla Luce racchiusa nel sole,
alla Vita che splende negli occhi di tutti.

Bevi copiosamente le acque fresche della pace
che sgorgano dalle sorgenti di ogni circostanza
favorevole, animato dalla determinazione
di assumere sempre un atteggiamento positivo.

Paramahansa Yogananda

INVICTUS – William Ernest Henley

Dal profondo della notte che mi avvolge,
buia come il pozzo più profondo che va da un polo all’altro,
ringrazio gli Dèi chiunque essi siano
per l’indomabile anima mia.

Nella feroce morsa delle circostanze
non mi sono tirato indietro né ho gridato per l’angoscia.
Sotto i colpi d’ascia della sorte
il mio capo è sanguinante, ma indomito.

Oltre questo luogo di collera e lacrime
incombe solo l’orrore delle ombre,
eppure la minaccia degli anni
mi trova, e mi troverà, senza paura.

Non importa quanto sia stretta la porta,
quanto piena di castighi la vita.
Io sono il padrone del mio destino:
io sono il capitano della mia anima.

William Ernest Henley


Nelson Mandela amava questa poesia e da essa traeva forza ed ispirazione per superare le difficoltà

PAULO COELHO – Apprezza ciò che sei

Apprezza ciò che sei perché tu sei amore,
quell’amore che cerchi in ogni cosa e in ogni dove.
Accogli ciò che tu sei perché tu sei ciò che cerchi di essere,
ciò che tu vuoi essere, tu sei la vita che crea la tua vita.

Accetta te stesso, amore del tuo amore,
perché tu sei ciò che hai tanto bisogno di essere.
Sorridi all’amore che tu emani
perché tu sei quell’amore che cerchi in ogni luogo, pace dei tuoi sensi.

Paulo Coelho

KAHLIL GIBRAN – Uno sguardo

Uno sguardo che rivela
il tormento interiore
aggiunge bellezza al volto,
per quanta tragedia e pena riveli,
mentre il volto
che non esprime, nel silenzio,
misteri nascosti non è bello,
nonostante la simmetria dei lineamenti.
Il calice non attrae le labbra
se non traluce il colore del vino
attraverso la trasparenza del cristallo.

Kahlil Gibran

GURDJIEFF – Studenti della Via

<< Si racconta che un giorno due studenti della Via stavano discutendo dell’essere umano. Il primo diceva: ‘L’uomo perviene alla Verità attraverso la ricerca e gli sforzi personali. Dalla sua ignoranza iniziale, egli si eleva per gradi fino alla conoscenza.’ Il secondo diceva: ‘L’uomo perviene alla verità solo se è guidato da maestri esperti.’ I due uomini vennero quasi alle mani, ed erano ben lontani dall’aver trovato una soluzione alle loro divergenze, quando passò un vero Maestro. E così, decisero di sottoporre il loro litigio al suo arbitrio. ‘Volete che mi pronunci su questo problema?’, chiese il Maestro. ‘Sì, per favore!’, lo esortarono. ‘Va bene… avete mai visto due cani litigare per un osso?’ ‘Sì, naturalmente!’, dissero all’unisono. ‘E avete mai visto l’osso prender parte alla disputa? Pensateci. >>

NASRUDIN – Un umile scopo

Nel villaggio di Nasrudin vivevano diversi giovani delinquenti. Un giorno il Mullah stava passando accanto a una banda di questi giovinastri quando il loro capo scagliò una pietra al suo asino.
Invece di punire il ragazzo, Nasrudin lo chiamò a sé e gli diede un tortino di carne.
“Cos’è questa roba?” ghignò il giovinastro, afferrando e divorando il tortino. “Stai cercando di addolcirmi con la gentilezza?”
“Niente affatto,” rispose il Mullah, “volevo solo fare la pace, vedendo che hai preso di mira solo il mio umile asino. Un malfattore del tuo calibro può ambire a un bersaglio molto più nobile.”
Volendo fare il gradasso di fronte ai suoi amici, il ragazzo si guardò intorno cercando un bersaglio più impegnativo.
In quel momento passava il sindaco a cavallo su un elegante
stallone. Subito il giovane raccolse il sasso più grosso che poteva trovare e lo lanciò al cavallo, che arretrò di colpo disarcionando il suo autorevole cavaliere.
Il sindaco adirato chiamò immediatamente le sue guardie del corpo e fece portare via il giovane lestofante, facendogli dare delle sonore bastonate.

I RE MAGI dal Protovangelo di Giacomo

… In Betlemme della Giudea ci fu un grande trambusto, perché erano venuti dei Magi che dicevano: “Dov’è il nato re dei Giudei? Abbiamo visto la sua stella nell’Oriente e siamo venuti ad adorarlo”.
Udendo questo, Erode fu turbato e inviò dei ministri ai magi; mandò anche a chiamare i sommi sacerdoti e li interrogò, dicendo: “Come sta scritto a proposito del Cristo, dove deve nascere?”.
Gli risposero: “In Betlemme della Giudea, perché così sta scritto”. E poi li rimandò. Interrogò anche i magi, dicendo: “Quale segno avete visto a proposito del re che è nato?”. I magi gli risposero: “Abbiamo visto una stella grandissima che splendeva tra queste stelle e le oscurava, tanto che le stelle non apparivano più. E’ così che noi abbiamo conosciuto che era nato un re a Israele, e siamo venuti per adorarlo”.
“Andate e cercate”, disse Erode “e se troverete fatemelo sapere affinché anch’io venga a adorarlo”.
I magi poi se ne andarono.
Ed ecco che la stella che avevano visto nell’oriente li precedeva fino a che giunsero alla grotta, e si arrestò in cima alla grotta. I magi, visto il bambino con Maria sua madre, trassero fuori dei doni dalla loro bisaccia: oro, incenso e mirra.
Essendo stati avvertiti da un angelo di non entrare nella Giudea, se ne tornarono al loro paese per un’altra via …

dal Protovangelo di Giacomo

SRI AUROBINDO – Oriente ed Occidente

«… l’Oriente e l’Occidente hanno due modi diversi di vedere la vita, che sono le due facce di un’unica realtà. Fra la Verità pragmatica che il pensiero vitale dell’Europa moderna, innamorato del vigore della vita e di tutta la danza di Dio nella Natura, afferma con tanto veemente esclusivismo, e la Verità immutabile e eterna che il pensiero dell’India, sedotto dalla calma e dall’equilibrio, ama con uguale passione per perseguire le proprie esclusive scoperte, non c’è affatto divorzio, né quel contrasto sostenuti oggi dalla faziosità di pensiero, dalla ragione separatrice, dall’assorbente ardore di una volontà di realizzazione esclusiva. La Verità una, eterna e immutabile è lo Spirito: senza lo Spirito la verità pragmatica di un universo creatore di se stesso non avrebbe origine né fondamento, risulterebbe priva di senso, vuota d’indicazioni interiori e finirebbe per smarrirsi; si ridurrebbe a un fuoco d’artificio che esplode nel vuoto per dissolversi nell’aria. Ma la verità pragmatica non è un sogno del non esistente, un’illusione o un molle cadere nel futile delirio dell’immaginazione creativa: ciò equivarrebbe a ridurre lo Spirito a un ubriacone, a un sognatore vittima delle proprie gigantesche allucinazioni. Le verità dell’esistenza universale sono di due specie: le verità dello Spirito — come Lui eterne e immutabili (ma sono proprio queste verità a slanciarsi nel divenire, a realizzare incessantemente quaggiú i loro poteri e significati) — e le verità della coscienza che con loro gioca: dissonanze, variazioni musicali, esplorazioni d’ogni possibile, annotazioni progressive, inversioni, perversioni, conversioni ascendenti in forme di crescente armonia. Di tutte queste cose lo Spirito ha modellato, e rimodella di continuo, il proprio universo. Ma Egli rimodella se stesso, se stesso creatore e energia creatrice, causa, metodo e risultato dell’azione, meccanico e meccanismo, musica e musicista, poeta e poema, sopramentale, mente, vita e materia, Anima e Natura».

(tratto da “Sri Aurobindo, l’avventura della coscienza” – Satprem)


ANTICA BENEDIZIONE CELTICA

Sul palmo della sua mano
possa la strada venirvi incontro,
possa il vento sospingervi dolcemente,
possa il mare lambire la vostra terra
e il cielo coprirvi di benedizioni,
possa il sole illuminare il vostro volto
e la pioggia scendere lieve sul vostro campo.

Possa Iddio tenervi sul palmo della Sua mano
fino al vostro prossimo incontro.

Possa la sua leggerezza largamente benedirvi.