Raffaele Morelli – FATTI DEL CIELO E FATTI UMANI

L’astrologia è da alcuni anni al centro di un interesse crescente. In parte questo interesse è rivestito di superstizione e di mistero: una sorta di compensazione con la quale la nostra cultura positiva cerca di recuperare l’incerto, il magico, il non causale.
Come sempre accade in questi casi, l’emergere o il riemergere di tematiche che sfuggono al pensiero razionale comporta spesso o un’accettazione acritica (mistica) o un rifiuto pregiudiziale. Certamente in un caso e nell’altro non viene reso un buon servizio alla ricerca sull’uomo.
Ed è un peccato perchè l’astrologia pone e propone discussioni di metodo – che dovrebbero in prima istanza coinvolgere proprio la scienza positiva – a mio avviso realmente stimolanti.

Che cosa vuol dire astrologia?
Che gli astri – quelli del cielo – influenzano in qualche modo il destino umano?
Che tutto è già deciso, quasi karmicamente, dalle “forme” che il cielo assume con i pianeti e le costellazioni al momento della nascita?
E qual’è il sottile legame che unisce i movimenti dei pianeti alla “materia” umana?

Per rispondere a questi quesiti l’astrologia ha percorso varie strade. Ultimamente, tralasciando le “metafisiche celesti” ha imboccato il percorso del positivismo ed è scivolata in uno “sperimetalismo a tutti i costi” che l’ha trascinata verso statistiche, verso la cosidetta obbiettività scientifica, rinnegando una “causa mundi” astrologica.
In passato, quando la scienza cercava l’unità, filosofia, medicina e astrologia erano lette lungo la chiave macro-microcosmica…

…La “determinazione” astrologica non era rappresentata dal mondo antico come un che di ineluttabile che decideva a priori la sorte e il destino dell’uomo.
E’ più l’astrologia attuale che dice << lo Scorpione è questo >> lasciando poco spazio alla possibilità individuale.
Già Calderon della Barca segnalava nel suo “Vita è sogno” che l’uomo può anche vincere le stelle. Ma allora come vedere questo legame uomo-stelle, se di fatto esse non si influenzano, o almeno non nel senso che si intende comunemente?
Ci viene in aiuto la sincronicità, laddove tutte le “parti” del mondo compartecipano di una sola cosa. In questo senso la Luna, maree, ciclo mesturale non si influenzerebbero, ma “comparteciperebbero” di una stessa energetica sottostante – il femminile – che avrebbe i suoi segni, il suo manifesto nelle forme visibili a lui consone.
Emerge così la via simbolica, dove gli archetipi sono compresenti nel micro e nel macrocosmo…

Tratto da Presentazione di ”Astrologia, la via del Simbolo”
(Denise Madin Gentili) anno 1982

Foto dal web (Disclamer)

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